Tutto è monetizzabile?

Lo straordinario vantaggio del denaro è che consente di accumulare ricchezza per poi dividerla e usarla a piacimento. Lo svantaggio è che ogni prodotto e servizio assume un valore unitario, autorizzando i paragoni più improbabili: una botte di vino costa 20 soldi, una preghiera per un caro defunto 10, una prostituta 15.

Questo ci turba. Non sembra giusto porre sullo stesso piano cose così diverse. Il disagio era tanto maggiore in un periodo in cui le differenze sociali erano viste come un riflesso del volere di Dio. Nella Firenze del ’300, in molti lamentavano come il denaro potesse permettere ai più volgari di ambire a un ceto superiore o perfino mandarli «en paradiso». Il libero uso del denaro minacciava sia lo status quo sia la metafisica cristiana.
Sono qui esposti vari oggetti e immagini, sacri e non, che rimandano alla tensione tra valore monetario e valori spirituali. La Madonna fu dipinta per affiancare un privato cittadino nelle preghiere, ma solo i più ricchi potevano permettersi un’opera simile; l’assistenza religiosa era diventata un bene di lusso.

E pur avendo partorito in una stalla, la Madonna indossa abiti fini e costosi.